New normal revolution: ICT Trends 2021

Alla fine del 2019, quando la pandemia da Covid-19 ha iniziato a diffondersi in Asia, pochi potevano immaginare l’enorme impatto globale che avrebbe avuto nel corso del 2020.
In un tempo brevissimo il nostro stile di vita, le nostre abitudini lavorative e le modalità di conduzione delle operazioni aziendali sono state capovolte. Affrontando l’impatto che la pandemia ha avuto sul business e sui lavoratori, insieme a nuove modalità lavorative, abbiamo visto emergere anche nuovi casi d’uso per la tecnologia. Questi trend tecnologici continueranno a rivestire grande importanza nel 2021 e negli anni successivi.

Il vero significato di Digital Transformation

Spesso ci si interroga su cosa sia, effettivamente, la trasformazione digitale. Il rischio più concreto è quello di racchiuderla in un recinto abbastanza definito: la conoscenza e l’adozione di nuove tecnologie come Cloud Computing, Big Data, Internet of Things, Blockchain, Intelligenza Artificiale. No, non è tutto qui.

Perché siamo davanti a un cambiamento molto più grande, che ha implicazioni molteplici e pervasive su ogni dimensione. La trasformazione digitale impone infatti un cambiamento drastico nei modelli di azione fino ad oggi adottati. In primis nei modelli tradizionali per sviluppare innovazione, non più sostenibili, lenti chiusi e a volte costosi.

Cosa possiamo fare, allora? Se questo cambio di paradigma corre veloce, l’unica alternativa che abbiamo è quella di farci trovare pronti, riconfigurandoci velocemente, facendo leva su stimoli interni ed esterni, promuovendo l’innovazione digitale in azienda e guardando oltre i confini aziendali con approccio collaborativo.

I Millennials e i giovani della Generazione Z 

Il cambio generazionale con i nuovi nativi digitali, i quali stanno per diventare i nuovi decisori di business, renderà le aziende più aperte all’utilizzo della tecnologia. La nuova generazione è, infatti, disposta e capace di progettare flussi di lavoro, creare cruscotti o analizzare i processi per conto proprio, utilizzando strumenti che si concentrano su un’esperienza utente eccellente un design semplice e interattivo. L’innovazione tecnologica non consiste nell’inventare qualcosa che nessun altro ha mai pensato prima ma nel capire come poter fare le cose meglio. La capacità di aiutarci a resistere alle tempeste inaspettate è importante, perché ci saranno altre sfide all’orizzonte. Come dimostrano i numeri infatti, nonostante la crisi, il mercato digitale tiene: la domanda dei servizi regge e il settore Ict limita il calo al 2% nel 2020, rispetto ai 70,5 miliardi dell’anno precedente, con buone prospettive per il 2021 e 2022, grazie ai fondi di Next Generation Eu, quando ci si attende una crescita del 3,4% e del 3,3%, arrivando a superare i 75 miliardi. Un’opportunità senza precedenti che potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione digitale per il Paese all’insegna dell’innovazione e della trasformazione tecnologica.

Dopo aver delineato lo scenario, vediamo di seguito, in maniera puntuale, i principali 10 trend tecnologici:

Trend 1: Internet of Behaviors

L’IoB rappresenta una nuova tecnica in grado di modificare i comportamenti partendo dai dati. Con un aumento delle tecnologie che raccolgono la “polvere digitale” della vita quotidiana, possono essere raccolte informazioni per influenzare i comportamenti attraverso modalità di feedback.

Ad esempio, per i veicoli commerciali, la telematica può monitorare i comportamenti di guida, dalle frenate improvvise alle curve aggressive. Le aziende possono quindi utilizzare tali dati per migliorare le prestazioni, il percorso e la sicurezza dei conducenti.

Prestando attenzione alle implicazioni etiche e sociali, l’IoB può raccogliere, combinare ed elaborare dati da molte fonti, tra cui: dati dei clienti commerciali; dati dei cittadini elaborati dal settore pubblico e dalle agenzie governative; social media; implementazioni di pubblico dominio del riconoscimento facciale; rilevamento della posizione; ecc. Gli stessi dispositivi indossabili che le compagnie di assicurazione sanitaria utilizzano per monitorare le attività fisiche per ridurre i premi potrebbero essere utilizzati anche per monitorare gli acquisti di generi alimentari.

Tutto questo genererà un forte impatto sulle leggi sulla privacy.

Trend 2: Esperienza totale

L’esperienza totale combina e analizza multi-esperienze – del cliente, dei dipendenti e dell’utente – per migliorare i risultati aziendali. L’obiettivo è quello di ottimizzare l’esperienza complessiva in cui tutti questi elementi si intersecano, dalla tecnologia ai dipendenti, ai clienti e agli utenti.

Collegare strettamente tutte queste esperienze differenzia un’azienda dalla concorrenza in un modo difficile da replicare, creando un vantaggio competitivo sostenibile.

Ad esempio, una società di telecomunicazioni ha trasformato l’intera esperienza del cliente nel tentativo di migliorare la sicurezza e la soddisfazione, implementando un sistema di appuntamenti tramite app. Quando i clienti sono arrivati ​​per l’appuntamento davanti al negozio, hanno ricevuto due cose: 1) una notifica per guidarli attraverso il processo di check-in e 2) un avviso per informarli di quanto tempo sarebbe passato prima che potessero tranquillamente entrare nel negozio e mantenere il distanziamento sociale.

Trend 3: Calcolo che migliora la privacy

Il calcolo per il miglioramento della privacy include tre tecnologie che proteggono i dati mentre vengono utilizzati. La prima fornisce un ambiente affidabile in cui i dati sensibili possono essere elaborati o analizzati. La seconda esegue elaborazioni e analisi in modo decentralizzato. La terza crittografa i dati e gli algoritmi prima dell’elaborazione o dell’analisi.

Questo approccio è progettato specificamente per la crescente necessità di condividere i dati mantenendo la privacy o la sicurezza.

Trend 4: Cloud distribuito

Le organizzazioni continuano a trarre vantaggio dal cloud pubblico e non sviluppano un proprio cloud privato, approccio che, a lungo andare, potrebbe divenire costoso e di complessa gestione.

Un buon compromesso è rappresentato dal cloud distribuito, luogo in cui i servizi cloud vengono distribuiti in diverse posizioni fisiche, ma il funzionamento, la governance e l’evoluzione rimangono responsabilità del fornitore di cloud pubblico. Consentire alle organizzazioni di sfruttare questi servizi, fisicamente più vicini, le aiuta soprattutto nel caso di scenari a bassa latenza e permette di contenere i costi, soddisfacendo i requisiti sull’effettiva ubicazione geografica dei dati.

Trend 5: Operazioni ovunque

Affinché le aziende emergano con successo dalla situazione creatasi a fronte della pandemia COVID-19, occorre consentire l’accesso, fornire e abilitare il business ovunque. Clienti, datori di lavoro e partner commerciali devono essere messi nelle condizioni di operare in ambienti fisicamente remoti.

Il digitale dovrebbe rappresentare sempre l’impostazione predefinita. Questo non significa che lo spazio fisico non abbia più importanza, ma che esso dovrebbe essere migliorato attraverso il digitale. Ad esempio, il check-out presso negozi fisici dovrebbe poter avvenire senza il bisogno di entrare in contatto.

Trend 6: Cybersecurity mesh

È un approccio che prevede un’architettura di ICT Security distribuita, per il controllo della sicurezza informatica scalabile, flessibile e affidabile. Molte risorse vengono sempre di più utilizzate al di fuori del tradizionale perimetro aziendale. Cybersecurity mesh consente essenzialmente di spostare il perimetro di sicurezza, dall’azienda, alle singole identità di persone o di cose. Un approccio alla sicurezza più modulare e reattivo, centralizzando l’orchestrazione delle policy e distribuendo l’applicazione delle policy, rendendo meno significativa la protezione perimetrale.

Trend 7: Business Intelligente e componibile

Il Business necessita di adattarsi e riorganizzarsi in base alla situazione di attualità. Man mano che le organizzazioni accelerano la strategia di business digitale, devono diventare sempre più agili e prendere decisioni aziendali rapide sulla base dei dati disponibili.

Per fare ciò deve essere consentito maggiore accesso alle informazioni, una loro migliore comprensione e la capacità di rispondere rapidamente alle implicazioni di tale conoscenza. In questo modo verranno stimolate autonomia e democratizzazione, per consentire reazioni più rapide, anziché restare invischiati in processi inefficienti.

Trend 8: Artificial Intelligence Engineering

I progetti di AI spesso affrontano problemi di manutenibilità, scalabilità e governance, il che li rende una sfida per la maggior parte delle organizzazioni. Una solida strategia di AI Engineering faciliterà le prestazioni, la scalabilità, l’interpretabilità e l’affidabilità dei modelli di intelligenza artificiale, fornendo al contempo il valore completo degli investimenti in soluzioni di intelligenza artificiale.

L’AI diverrà quindi una parte del processo DevOps tradizionale, piuttosto che un insieme di progetti specializzati e isolati. Riunirà varie discipline e anche gli aspetti di governance verranno maggiormente presi in considerazione, per un’AI sempre più responsabile e cioè per affrontare problemi di fiducia, trasparenza, etica, equità, interpretabilità e conformità.

Trend 9: Iperautomazione

L’iperautomazione è l’idea che tutto ciò che può essere automatizzato in un’organizzazione debba essere automatizzato. L’iperautomazione è guidata da organizzazioni che dispongono di processi aziendali legacy e quindi non ottimizzati, creando problemi estremamente costosi ed estesi per le organizzazioni.

Molte aziende sono supportate da un “mosaico” di tecnologie che non sono snelle, ottimizzate, connesse, pulite o esplicite. Allo stesso tempo, l’accelerazione del business digitale richiede efficienza, velocità e democratizzazione. Le organizzazioni che non si adegueranno a questo paradigma tecnologico, verranno lasciate indietro.

Trend 10: Quantum ed Edge Computing

Queste due tecnologie inaugureranno una nuova era per l’elaborazione: molte attività potranno essere eseguite localmente piuttosto che su cloud centrali, i quali potrebbero causare ritardi. Per esempio, i sistemi visivi computerizzati delle automobili potrebbero processare e riconoscere le immagini immediatamente anziché inviarle al cloud per la verifica.

Adalberto Casalboni
VM Sistemi – Marketing Manager

Cfr: www.gartner.com, www.bitmat.it, www.today.it, www.corrierecomunicazioni.it, blog.osservatori.net

 

 

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